Verso la fine di agosto Tortolì si prepara alla sua festa più sentita. San Gemiliano non è soltanto una ricorrenza religiosa: è il momento in cui il paese si riconosce, con la processione che scende dal santuario campestre, i cavalieri in abito tradizionale, le launeddas e i gruppi folk. Per chi si trova in Ogliastra in quei giorni è un'occasione rara di vedere una comunità al lavoro su se stessa.

Un santuario sul promontorio

La festa ruota attorno alla chiesa campestre che sorge sul promontorio di San Gemiliano, affacciato sul territorio di Tortolì. Le chiese campestri sono una costante della Sardegna: edifici isolati, lontani dall'abitato, che per pochi giorni all'anno diventano il centro della vita collettiva. Il santo è identificato con Emiliano, ricordato come secondo vescovo di Cagliari.

La collocazione fuori dal paese non è un dettaglio secondario. È proprio la distanza a rendere possibile il gesto centrale della festa: il trasferimento del simulacro dal santuario verso l'abitato, che trasforma una strada ordinaria in un percorso condiviso da centinaia di persone.

La processione verso il paese

Il momento più atteso è la processione con il simulacro del santo, che dalla chiesa campestre si muove verso Tortolì. Il corteo procede lentamente, scandito dai canti liturgici e dalla presenza dei cavalieri in abito tradizionale sardo, che accompagnano il percorso e ne danno il ritmo. Attorno si dispone il resto della comunità, a piedi, in un ordine che appare informale ma che segue regole precise, tramandate nel tempo.

Chi assiste per la prima volta nota soprattutto due cose: la cura degli abiti, che non sono costumi da esibizione ma capi conservati e indossati con attenzione, e la naturalezza con cui bambini, adulti e anziani partecipano allo stesso evento senza che nessuno debba spiegare a nessuno che cosa fare.

Consiglio pratico: se vuoi seguire la processione, sistemati lungo il percorso con anticipo e lascia spazio ai cavalieri e ai gruppi in costume. È una festa religiosa e comunitaria prima che uno spettacolo: discrezione e distanza sono la forma di rispetto più semplice.

Cavalieri, gruppi folk e launeddas

Accanto alla parte devozionale, la festa mette in fila alcuni elementi che raccontano la Sardegna tradizionale. I gruppi folk sfilano con i costumi dei rispettivi paesi, ciascuno con i propri colori e ricami, e la varietà che ne risulta è già di per sé una piccola lezione di geografia culturale dell'isola.

Poi ci sono le launeddas, lo strumento a fiato a tre canne che accompagna da secoli i momenti collettivi sardi. Il suono è continuo, senza pause percepibili, e ha un effetto immediato su chi lo ascolta dal vivo per la prima volta: sostiene la processione e il ballo come un tessuto sonoro che tiene insieme tutto il resto, dando alla giornata un andamento riconoscibile anche a distanza.

Il senso comunitario della festa

Attorno alla parte rituale si sviluppano i momenti conviviali, che sono altrettanto importanti. Le famiglie si ritrovano, si condividono i pasti, si rientra tardi. È la parte più difficile da raccontare a chi arriva da fuori, perché non ha un programma e non si legge dal cartellone: è semplicemente il paese che si rimette insieme una volta all'anno, con le persone tornate per l'occasione da altre città.

La festa si colloca tradizionalmente attorno alla quarta domenica di agosto, con code che possono arrivare ai primi giorni di settembre. Per un ospite questo significa poter partecipare a più giornate, scegliendo se seguire la parte religiosa, quella musicale o entrambe, senza la sensazione di dover rincorrere un unico appuntamento.

Come partecipare, stando ad Arbatax

Da Arbatax il centro di Tortolì dista circa quattro chilometri, pochi minuti d'auto: chi soggiorna a Villa Diletta può inserire la festa nella propria giornata senza stravolgere i ritmi della vacanza, tenendo conto che in quei giorni la viabilità nel centro cambia e conviene muoversi con anticipo, lasciando l'auto lontano dalle vie interessate. Poiché giornate, svolgimento della processione e programma delle esibizioni variano di anno in anno, per informazioni aggiornate e affidabili il riferimento restano i canali ufficiali del Comune di Tortolì e della Pro Loco.

Vivere la festa senza fretta

Da Villa Diletta, villa indipendente ad Arbatax con parcheggio gratuito e giardino, il centro di Tortolì si raggiunge in pochi minuti d'auto: comodo per seguire più giornate della festa.